La “Notte degli Oscar”: la storia viene riscritta

Premio: Miglior Sceneggiatura Non Originale
Candidati:
● Jojo Rabbit
● Joker
● Piccole donne
● The Irishman
● I due papi
Vincitore: JOJO RABBIT

Premio più che meritato per questa perla di Waititi, considerando che non poteva tornare a casa a mani vuote


Premio: Miglior Cortometraggio
Candidati:
● Brotherhood
● Nefta Football Club
● The Neighbor’s Window
● Saria
● A Sister
Vincitore: THE NEIGHBOR’S WINDOW

Anche in questo caso non posso dare un giudizio obiettivo non avendoli visti, sono costretto a dovermi attenere ai fatti e a permettervi che li vedrò quanto prima per compensare a queste mie mancanze. Sorry


Premio: Miglior Scenografia
Candidati:
● The Irishman
● 1917
● C’era una volta… a Hollywood
● Parasite
● Jojo Rabbit
Vincitore: C’ERA UNA VOLTA…A HOLLYWOOD

Se avete visto il film, concorderete che è un giudizio corretto: ha rappresentato Holywoood davvero bene, tra i set delle scene e la città, oltre ad alcuni aspetti; spiace per 1917 e The Irishman, che escono abbastanza ridimensionati dalla premiazione, purtroppo hanno pagato lo scotto di essere in competizione contro un film che tratta i temi sociali (Parasite) e l’altro che è un inno d’amore a Hollywood (C’era una volta…a Hollywood). Va detto, a onor del vero, che “The Irishman” è uscito su Netflix ed è abbastanza lungo, la cosa ha influenzato e parecchio nel giudizio finale.

Piccola curiosità: durante la cerimonia, più precisamente nel momento di tributo dedicato alle celebrità scomparse nel 2019, non è stato ricordato Luke Perry, presente nel film di Tarantino con una piccola parte, ma anche famoso per avere recitato nelle serie “Beverly Hills 90210” e “Riverdale”; la cosa non è passata inosservata, visto che di solito l’Academy presta attenzione a lutti del genere, ma lo stesso è capitato inspiegabilmente anche a Cameron Boyce (famoso per la saga “Descendant” e per vari film e telefilm Disney), Sid Haig (“La casa dei 1000 corpi” è uno dei tanti film in cui ha recitato), Tim Conway (“Un equipaggio tutto matto”) e Michael J. Pollard (“Bonnie & Clyde”).

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