Quattro chiacchiere con… Alessio Chiodini

Alessio Chiodini (03/10/1989) attore romano a tutto tondo, tra fiction, teatro e cinema, ci ha concesso un’intervista che vogliamo condividere con voi tra progetti, ricordi e sogni. Alessio è stato coprotagonista con Veronica Pivetti nella serie “La Ladra“, ruolo che lo ha reso noto al grande pubblico, e vanta numerose apparizioni in serie italiane di successo, come Don Matteo e I Cesaroni fino a prestare il volto a Sandro Ferri di Un Posto al Sole. Il tutto tra una tournèe teatrale e cinema ( Vacanze di Natale a Cortina, Ma tu di che segno sei?)

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Domanda: Teatro, cinema e tv. Dove ti senti più a casa?

Risposta: Ho cominciato a teatro ed è il luogo che più emozioni mi ha regalato, ma sono affezionato anche al set.

D: Parliamo di serie tv. A quale dei tuoi ruoli sei più affezionato?

R: Forse quello di Lorenzo della “Ladra”, è stato il primo a permettermi di esprimermi come attore al grande pubblico.

D: Quale ruolo invece ti piacerebbe interpretare?

R: Ho quasi sempre interpretato personaggi positivi, mi piacerebbe affrontare un personaggio negativo, magari realmente esistito.

D: Quali sono le serie tv che guardi maggiormente?

R: – Amo le serie Tv storiche, ma la mia preferita è “Breaking Bad” , un’opera d’arte

D: Quale messaggio speri di trasmettere al tuo pubblico?

R: Non ho messaggi da trasmettere, cerco di emozionare attraverso le mie interpretazioni.

D: Ci sono nuovi progetti all’orizzonte che ti vedono protagonista?

R: Al momento ci sono alcuni progetti in ballo ma non svelo per scaramanzia.

D: Che rapporto hai con i tuoi fan?

R: Non posso che avere un rapporto di immensa gratitudine per l’affetto e la stima che mi mostrano.

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D: Cosa non sappiamo ancora di Alessio Chiodini?

R: Tutto e niente.

D: Quali passioni coltivi fuori dal tuo lavoro?

R: Amo il calcio e lo sport in generale, cerco di viaggiare quando posso, è meraviglioso.

D: Quale sogno non hai ancora realizzato?

R: Quello di fare l’attore per tutta la vita.

D: Ci racconti il momento più bello sul set?

R: Probabilmente il più bello coincide con il più amaro, quando si finisce e si è consapevoli di aver dato tutto con passione.

D: E quello che invece vorresti cancellare?

R: Sinceramente non ne ho, anche nell’errore si fa esperienza.

D: Per quale ruolo vorresti essere ricordato?

R: Vorrei essere ricordato come attore, e non per un singolo ruolo.

D: Se la tua vita fosse un telefilm quale sarebbe?

R: Forse “Scrubs”, cerco sempre di sdrammatizzare.

D: Qual è il traguardo di cui sei più orgoglioso?

R: Esser riuscito a fare della mia passione il mio lavoro, fin qui.

D: A maggio scorso hai vinto un premio come esempio positivo per i giovani. Come ci si sente ad avere questa responsabilità?

R: Ogni traguardo è una responsabilità, perché crea aspettativa nei tuoi confronti, è una bella sensazione, aiuta a crescere.

D: Sui social spesso hai parlato della tua famiglia. Che rapporto hai con loro?

R: Sono molto attaccato ai valori tradizionali della famiglia, la mia mi ha insegnato tutto, non mi ha mai fatto mancare nulla, se un giorno sarà genitore sicuramente avrò avuto un grande esempio.

D: Che rapporto hai con la fede?

R: Diciamo che è un continuo rincorrersi, per poi ritrovarsi, mi aiuta.

D: Qual è la cosa che più ti commuove?

R: Sicuramente il distacco, se doloroso e definitivo, mi commuove molto.

D: Cosa invece ti fa arrabbiare di più?

R: La mancanza di rispetto e la superficialità.

D: Cosa consiglieresti a chi vuole fare il tuo stesso lavoro?

R: Di studiare ed avere pazienza, tanta.

D: Con quale attore di serie tv ti piacerebbe recitare in futuro?

R: Mi piacerebbe recitare al fianco di Favino, che sia per una serie o per un film, poco importa.

D: Hai un rito scaramantico prima di salire su un palco o di entrare su un set?

R: Sono scaramantico per alcune cose, nel mio lavoro devo dire no.

D: Quando hai sentito di avercela fatta?

R: Mai.

D: Quali attori e registi ti hanno ispirato di più?

R: Cerco di cogliere insegnamenti da ogni artista che trovo sulla mia strada, forse al livello comico Sordi e Christian De Sica sono stati quelli a cui mi sono sempre ispirato.

D: Recentemente hai tenuto dei corsi di recitazione. Pensi mai alla regia?

R: Ho avuto esperienze di regia teatrale, mi piace molto, ma preferisco stare sul palco.

D: Quale è stato il ruolo più difficile da interpretare?

R: Feci uno spettacolo sul bandito Renato Vallanzasca un paio di anni fa, è stato difficile entrare nel suo universo, ma è stata un’ esperienza molto formativa e appagante.

D: A chi dedichi il tuo lavoro?

R: In primis a me stesso, e poi alle persone che ci tengono veramente a me.

D: Quale domanda non vorresti ti fosse mai fatta?

R: Che ne pensi di cambiare mestiere?

D: Quale domanda non ti viene mai fatta?

R: Che ne pensi di cambiare mestiere?

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